Da WordPress a uno stack moderno (senza buttare tutto)

Lo sapevi che un sito di marketing può cambiare motore senza cambiare carrozzeria? Il tempo di risposta migliora facilmente di 10 volte.

Davide Ruggeri

Davide Ruggeri

Lo sapevi che un sito di marketing può cambiare motore senza cambiare carrozzeria?

Per quei clienti che hanno bisogno di qualcuno che intervenga sotto il cofano, è il primo intervento in lista. Più avanti spiegherò di che intervento si tratta nello specifico, ma prima una domanda più importante: perché?

I motivi sono tanti, eccone una panoramica:

  1. Velocità. L’immagine che ho allegato vale più di mille parole. Sapete quanto è raro un sito “tutto verde” per mobile? Non c’è un numero preciso, ma dalla mia esperienza 5% è una stima ottimistica.
  2. Controllo. Con la mia architettura, ogni byte che arriva al browser è una scelta deliberata, non un effetto collaterale di 30 plugin che iniettano roba nel frontend.
  3. Sicurezza. Meno codice è esposto al pubblico, meno serrature che si possono forzare.

Prima e dopo: speed test

Il caso tipico è il cliente con Wordpress: gli è stata venduta l’illusione dell’autonomia, ma la realtà è che il responsabile marketing non sa nemmeno cambiare un prezzo senza rompere il layout. Allora chiamano me, e quando guardo sotto al cofano trovo un tema pesantissimo e due diversi plugin installati per fare un redirect 301 (non scherzo).

Dopo aver rivisto lo stesso film parecchie volte, ho deciso di prendere la faccenda di petto. Ho costruito un sistema che permette la migrazione progressiva da qualsiasi tecnologia alla mia stack, senza interventi enormi e costosi. Ma cosa intendo con migrazione progressiva? Allacciate le cinture, ora parte lo spiegone tecnico.

Il cuore del sistema è un server Node, configurato inizialmente come un semplice reverse proxy. Con questo posso riscrivere la risposta http, garantendomi controllo totale. È con questo controllo che la migrazione diventa progressiva: ogni volta che faccio un intervento su una pagina, sposto la risposta dall’applicativo originale a quello Node. Risultato? Oltre a poter usare i web framework allo stato dell’arte (io amo Sveltekit), ad ogni richiesta risparmiamo:

  • il bootstrap di Wordpress
  • la risoluzione del filesystem a runtime
  • il sistema di hook
  • la costruzione della pagina in memoria
  • le query non richieste
  • la risoluzione delle dipendenze degli script a runtime

Il tempo di risposta per una pagina semplice migliora facilmente di 10 volte. Ovviamente per ogni pagina bisogna prendersi del tempo per fare le cose bene, soprattutto per la SEO, motivo per il quale è una migrazione progressiva. Le rotte migrate e non migrate convivono, garantendo continuità.

Man mano che la collaborazione con me continua, il miglioramento dell’esperienza per l’utente è netto. La verità è che se chi ti gestisce il sito è competente puoi avere la botte piena e la moglie ubriaca. Puoi avere la continuità: importantissima soprattutto se hai un sito già indicizzato o sul quale hai investito parecchio. Allo stesso tempo puoi potenziare la tua principale piattaforma di crescita online per essere più potente, flessibile e sicura. Chi ha il motore di una Panda con la carrozzeria di una Ferrari non ha più scuse!